Sistemi informativi

Db2 Mirror for i: grandi novità in casa IBM

E’ passato meno di un anno dalla nascita di Db2 Mirror for i, l’ultimo nato nei tool di replica dati per Power i che, fra gli strumenti ormai consolidati contro i quali si confronta, ha una prerogativa unica: la realizzazione di un è un cluster attivo-attivo. In particolare, questo prodotto sincronizza i database tra due nodi separati utilizzando una rete RDMA (Remote Direct Memory Access)  su Converged Ethernet (RoCE). Esso può essere configurato come un cluster attivo-passivo (aggiornamenti sul nodo principale e solo in lettura sul nodo secondario) oppure, come dicevamo, in modalità cluster attivo-attivo (aggiornamenti su entrambi i nodi con gestione dei lock sia sui records che sugli oggetti). Il che lo rende davvero unico fra i prodotti di questo genere. Le applicazioni sincronizzate possono essere sia tradizionali 5250 che JDBC e risiedere sia su SYSBAS che in IASP. Con queste caratteristiche Db2 Mirror for i può soddisfare le esigenze aziendali che richiedono una disponibilità continua delle applicazioni con un RTO (3) e un (RPO) (4) pari a zero.

Sull’onda di quanto annunciato nella roadmap illustrata durante la TechU di Praga, al quale ho partecipato lo scorso mese di Ottobre, è stata rilasciata la Technology Refresh TR2 V7R4M0, attraverso la quale sono state aggiunte alcune importanti novità al prodotto:

Uno dei prerequisiti di Db2 Mirror for i era l’utilizzo dei servizi di replica forniti dagli storage, ora è possibile realizzare il cluster utilizzando i dischi interni del sistema. Questa novità è molto importante, perchè permette di semplificare l’architettura, aprendo la possibilità di utilizzare il prodotto anche a coloro i quali non hanno installato degli storage nella propria infrastruttura tecnologica, con un notevole risparmio in termini di investimento.

Venendo a decadere il prerequisito degli storage e dei servizi di replica, si presenta il problema di come effettuare lo start up ossia la prima sincronizzazione da il nodo principale e quello secondario. IBM in questo rilascio ha introdotto la possibilità di utilizzare i comandi di Save e Restore per effettuare il setup del cluster. Questa tecnica può essere utilizzata anche per gli storage esterni che non siano provvisti di servizi di replica.

Un altra novità è rappresentata dall’introduzione dello switch automatico degli indirizzi di rete: con questo aggiornamento ora l’infrastruttura è in grado di migrare gli indirizzi del nodo in fail al nodo superstite in modo automatico.

Ed infine, ben sapendo che la valutazione dell’infrastruttura sistemistica e architetturale  del cliente richiede un’attenta analisi dettagliata dei problemi potrebbero sorgere in fase di startup  e  quali implicazioni  a livello di performances, ora all’interno di 5770-DBM è presente un tool di valutazione che permette di effettuare una approfondita analisi delle LPAR candidate alla clusterizzazione. Il tool può analizzare Lpar a V7R4M0, V7R3M0 e V7R1M0.

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